Premetto di essere residente in Calabria, ma di essere disposta a spostarmi in tutta Italia per lavoro, anche immediatamente. In data 18.11.22 ho ricevuto una telefonata da Synergie Pavia per una candidatura da me inoltrata. Le uniche domande che mi sono state poste con insistenza per tutta la durata della telefonata sono state "domicilio, residenza, eventuali appoggi a Pavia", alternate da altrettanto insistenti frasi quali "Pavia è molto costosa, è molto grande, è molto difficile viverci con uno stage da 500 euro". Sebbene io abbia RIPETUTAMENTE (e con grande entusiasmo) espresso la mia disponibilità a trasferirmi e partire IMMEDIATAMENTE anche per un colloquio vis a vis, senza difficoltà di alcun tipo - ivi comprese quelle economiche - la "recruiter" ha continuato a esprimere perplessità sulla base sostanzialmente del nulla. Segue un'ulteriore telefonata surreale, in cui la ragazza (dopo averne presumibilmente discusso con la responsabile hr) esordisce così: "non riteniamo di procedere ulteriormente con l'iter di selezione in quanto non ha alcun appoggio a Pavia. Temiamo che possa arrivare in ritardo a lavoro visto che Pavia è grande e con i mezzi di trasporto è complicato". Specifico ulteriormente che tra i requisiti dell'annuncio di lavoro ovviamente non vi era alcun riferimento a ipotetiche residenze o appoggi in zona. Dunque, questa è la professionalità e serietà di un'azienda quale Synergie dovrebbe essere, che si permette di presumere che un candidato, solo perché del sud, non sia in grado neanche di arrivare in orario a lavoro o di prendere dei mezzi di trasporto. Una conversazione a dir poco imbarazzante. Grazie alle aziende del medioevo, che lasciano a casa persone disposte a tutto pur di lavorare, solo a causa della loro residenza.